Hezbollah più pericoloso di ISIS. Rapporto sulle attività in Sud America

Scopo del rapporto

Lo scopo del rapporto è dimostrare la pericolosità di Hezbollah a livello globale e come sia sbagliato da parte dell’occidente continuare a non inserire l’intero gruppo nella lista nera dei gruppi terroristici (al momento la UE ha inserito solo l’ala militare, come se ci fosse differenza). Hezbollah è senza ombra di dubbio il gruppo terrorista islamico più pericoloso al mondo.

In breve: chi è Hezbollah

Hezbollah è un gruppo terrorista libanese ed è una delle più potenti e ben strutturate organizzazioni terroristiche islamiche del mondo. Sotto diretto controllo dell’Iran, è l’unica organizzazione terroristica islamica ad avere un proprio esercito, una propria intelligence, una propria organizzazione nazionale e internazionale, è l’unica ad essere presente in ogni parte del mondo attraverso reti capillari e strutturate in maniera piramidale. Attraverso queste reti transnazionali Hezbollah controlla il mercato della droga, delle armi, degli esseri umani, quello delle piantagioni di cocaina in Sud America, il riciclaggio di denaro sporco e tante altre attività criminali.

Hezbollah in Sud America. Droga, armi e riciclaggio di denaro sporco

Come detto, Hezbollah opera in tutto il mondo ma è particolarmente attiva in Sud America dove è presente in modo massiccio nell’area cosiddetta “Tri-Border” a cavallo di tre stati, Paraguay, Argentina e Brasile. E’ molto attiva anche in Venezuela e Messico.

La zona Tri-Border

In questa zona esiste una considerevole comunità libanese sciita e non è un caso quindi che Hezbollah operi proficuamente in questa area. Le attività criminali comprendono il riciclaggio di denaro, il reclutamento e l’addestramento di terroristi, il traffico di droga e di armi, la contraffazione di documenti e denaro e infine la pianificazione di attentati. L’intelligence israeliana e l’FBI sin dal 2014 hanno individuato due reti principali di Hezbollah che operano in tutto il Sud America ma in particolare della zona Tri-Border, la Hojjat al-Eslam Mohsen Rabbani e la Ghazi Atef Salameh Nassereddine (dai fondatori). Alberto Nisman, il procuratore argentino ucciso poco prima che presentasse al Parlamento argentino le prove del coinvolgimento di Hezbollah e dell’Iran nell’attentato che a Buenos Aires nel 1994 colpì un centro ebraico, prove che addirittura denunciavano una coinvolgimento della Presidente Cristina Kirchner con Hezbollah e con l’Iran, mandante materiale di quell’attentato, sin dal 2013 aveva scoperto che Hezbollah ha creato una rete di cellule terroristiche e di intelligence in tutto il Sud America e in particolare in Brasile, Paraguay, Uruguay, Cile, Colombia, Guyana, Trinidad e Tobago, Suriname e Venezuela. Il tutto diretto e amministrato proprio dalla zona Tri-Border.

Il traffico di droga, maggiore fonte di reddito per Hezbollah

Come per Al Qaeda e per i talebani in Afghanistan, anche per Hezbollah la droga rappresenta la maggiore fonte di reddito. Dalla zona Tri-Border e dal Venezuela Hezbollah esporta grandi quantità di cocaina verso il Nord America e verso l’Europa. La DEA americana stima che Hezbollah movimenti diversi miliardi di dollari in cocaina tanto che per la distribuzione in Nord America i terroristi libanesi si sono alleati con il potentissimo cartello messicano dei Los Zetas. La DEA e l’FBI parlano di «traffico globale di cocaina». Infatti Hezbollah inonda anche l’Europa con la sua droga attraverso diversi hub situati in Africa occidentale dove grazie a complicità politiche locali gli aerei carichi di cocaina provenienti dal Sud America atterrano senza tanti controlli. Nel 2012 il Washington Institute in un corpulento e dettagliato rapporto definì Hezbollah “narco-terroristi”.

I rapporti con il Venezuela

Iran ed Hezbollah hanno sempre goduto di ottimi rapporti con il Venezuela. Il defunto Presidente venezuelano, Hugo Chavez, e l’ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, amavano definirsi “fratelli” e la situazione non è mutata con l’attuale Presidente venezuelano, Nicolàs Maduro. Anzi, Hezbollah sta approfittando a piene mani della attuale crisi economica che attanaglia il Venezuela per rafforzare la sua posizione nel Paese garantendo con le sue milizie paramilitari la protezione del regime. Nel 2011 l’ex ambasciatore americano presso l’Organizzazione degli Stati Americani, Roger Noriega, presentò al Congresso americano un agghiacciante rapporto sulle connessioni tra Hezbollah e il regime venezuelano, un rapporto nel quale emergeva con chiarezza il ruolo di Hezbollah e della Forza Quds iraniana nel mantenimento al potere di Hugo Chavez finanziato anche attraverso le attività illecite del gruppo terrorista. La base di tutte le operazioni si troverebbe presso l’isola di Margarita, una informazione poi confermata anche dalla DEA e che risulta tuttora attuale. Secondo fonti americane dall’isola di Margarita Hezbollah dirige non solo il traffico di droga e le operazioni terroristiche ma anche il riciclaggio di denaro.

Non terrorismo locale ma terrorismo islamico globale

In un momento in cui il mondo è concentrato nella lotta allo Stato Islamico in quanto ritenuto un pericolo globale, Hezbollah ne approfitta per consolidare ulteriormente le sue posizioni di potere in Sud America e i suoi traffici illeciti con i quali finanzia il terrorismo e la guerra in Siria. Non siamo di fronte al solito gruppo terrorista islamico che opera localmente, ci troviamo di fronte a una complessa e articolata organizzazione terroristica islamica che opera a livello globale e che rappresenta un pericolo addirittura maggiore dello Stato Islamico in quanto da anni radicata in diversi contesti, con una intelligence tra le migliori al mondo in grado di condizionare interi governi come dimostra la vicenda dell’omicidio del procuratore argentino Alberto Nisman, una struttura militare degna di una grande potenza, con una organizzazione di potere piramidale che porta direttamente a Beirut e soprattutto a Teheran, una organizzazione in grado di movimentare miliardi di dollari in droga, di allearsi e controllare i cartelli della droga sudamericani, di spostare grandi quantità di armi di ogni tipo e di controllare addirittura il riciclaggio del denaro proveniente dai traffici illeciti attraverso banche all’apparenza legali ma controllate direttamente dai vertici del gruppo. Hezbollah è un gruppo terrorista con la struttura di una grande organizzazione criminale internazionale il che lo rende più pericoloso dello Stato Islamico. E in questo contesto di pericolosità globale non possiamo non considerare che a controllare direttamente Hezbollah è l’Iran, cioè uno Stato canaglia che si prefigge l’obiettivo di cancellare dalla faccia della terra un intero popolo, quello di Israele. E allora ci chiediamo come mai le grandi potenze non mettano nella lotta ad Hezbollah lo stessa impegno che mettono nella lotta allo Stato Islamico. Non sempre sono le evidenze a quantificare la pericolosità di un gruppo terrorista, al contrario, sono le cose che non si vedono a rendere un gruppo terrorista più letale e pericolo di un altro, ed Hezbollah è maestro nel nascondere le evidenze.